Le wearable technology e l'attività fisica

Esistono tecnologie e materiali, anche da indossare, che creano energia. Si chiamano wearable technology.
E se si usassero queste tecnologie per una nuova idea di architettura per edifici per lo sport che hanno la capacità di creare energia? E se queste innovazioni dessero ulteriori elementi di interesse per nuove candidature olimpiche?
Eccomi qui, seduto nuovamente davanti allo schermo, ma con i piedi doloranti per una lunga corsa al parco. Sicuramente la ragione del fastidio è imputabile a varie cause; una postura scorretta, un’andatura non adeguata alle mie condizioni fisiche, scarpe vecchie o sbagliate, un appoggio del piede non ottimale e avanti di questo passo (!).
Così mi chiedo: non esiste niente per sapere la ragione di questo fastidio?
Inizio così una ricerca sulle più moderne tecnologie in campo sportivo, applicate ad accessori e vestiti.
Ed eccoli, spuntano così come d’incanto “loro”… i calzini intelligenti!
1. Tutto nasce da una startup italiana chiamata Heapsylon, di base a Seattle, che ha inventato dei sensori da collegare ad uno speciale calzino. Tramite Bluetooth i sensori comunicano con lo smartphone, mandando i dati soliti delle app per runners, ma soprattutto informazioni inerenti all’appoggio e allo sforzo del piede e i relativi suggerimenti per correggere postura e andatura, per migliorare la corsa ed evitare infortuni.
Il mercato dele wearable technology, è in rapidissima espansione. Molti colossi come Nike, Google, Apple, Garmin, sono alla ricerca di nuovi brevetti per guadagnarsi un’ampia fetta di mercato. La Reebok per esempio ha sviluppato il sistema Reebok Checklite, in grado di misurare l’entità del danno subito dall’atleta in seguito ad un contatto duro, cosa che accade spessissimo negli sport da combattimento o nel football.
Finora però i principali prodotti in questo settore sono rappresentati da bracciali, orologi, occhiali e non da indumenti. I calzini Sensoria di Heapsylon, sembrano invece normali calze sportive, ma quello che cambia è il materiale, che pur rimanendo lavabile è adesso in grado di trasmettere informazioni, mediante il circuito dentro gli stessi materiali tessili e una speciale lavorazione chimica.

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