Negli Stati Uniti si è formata una class action contro gli activity tracker

 Gli Activity tracker sono affidabili?
pare di no:
Si è formata una class action , negli Stati Uniti, nei confronti del leader del mercato FitBit,
guidata da un gruppo di avvocati che si è avvalso di numerosi studi e ricerche condotte proprio sui braccialetti intelligenti e sulle loro effettive capacità di monitorare i dati e dunque per gli scopi per i quali sono stati pensati, progettati e venduti.
 La guerra contro i fitness tracker che stanno tentando di perpetrare contro il settore parte da un presupposto fondamentale: la mancata accuratezza. Un fitness tracker, come ben saprete, rappresenta un braccialetto intelligente che ha diverse finalità di monitoraggio: è in grado infatti di misurare la frequenza del battito cardiaco, ricopre la funzione di contapassi, conta le calorie bruciate durante il giorno, effettua un dettagliato monitoraggio del sonno, testandone la qualità, e molto altro ancora. Sul banco degli imputati, tuttavia, negli USA hanno piazzato la loro affidabilità: attraverso un confronto con sistemi di misurazione più professionale, è risultato che il grado di affidabilità non è poi così convincente quando si compiono attività moderate o, in special modo, sforzi più impegnativi, come se il fitness tracker riuscisse a funzionare alla perfezione solamente nel caso di esercizi meno impegnativi o comunque molto leggeri.