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venerdì 17 gennaio 2025

Nuovi orizzonti nel 2025 per il mondo del Fitness

 

Il panorama del fitness del 2025 è in piena trasformazione, intrecciando tecnologia avanzata, approcci olistici e personalizzazione per rispondere alle esigenze di una società sempre più attenta alla salute fisica e mentale. Vediamo come si delinea questo futuro in cui il benessere diventa parte integrante dello stile di vita.

 


 


1. La tecnologia al centro del fitness

La tecnologia sta ridefinendo ciò che è possibile nel mondo dell'allenamento, trasformando dati in strumenti per obiettivi sempre più mirati.

  • Gadget indossabili: Smartwatch e fitness tracker offrono analisi in tempo reale, migliorando il monitoraggio della forma fisica. Non si tratta solo di numeri, ma di un supporto continuo per raggiungere obiettivi personalizzati.
  • App per l'allenamento ovunque: Piattaforme digitali continuano a crescere, rendendo l'esercizio più accessibile che mai. La sfida è trovare app basate su evidenze scientifiche, non solo su mode passeggere.
  • Analisi basata sui dati: Strumenti come il biofeedback offrono una personalizzazione estrema, permettendo a trainer e atleti di adattare l'allenamento in tempo reale.

2. Programmi su misura per ogni fase della vita

Il fitness del 2025 va oltre l'estetica, concentrandosi su benessere e funzionalità per tutti.

  • Invecchiamento attivo: Programmi mirati a migliorare forza, equilibrio e mobilità, aiutando le persone a invecchiare in modo sano.
  • Perdita di peso sostenibile: Allenamenti che privilegiano la costruzione muscolare e la salute a lungo termine, superando le diete rapide.
  • Salute mentale al centro: Movimento e benessere emotivo si incontrano, con trainer certificati che integrano esercizio fisico e supporto alla salute mentale.

3. Una visione olistica del benessere

Il fitness sta abbracciando un approccio che integra corpo, mente e abitudini sostenibili.

  • Fitness funzionale: Allenamenti progettati per migliorare la vita quotidiana, ridurre il rischio di infortuni e aumentare la mobilità.
  • Wellness coaching: I coach offrono supporto integrato, mescolando nutrizione, esercizio e salute emotiva, per un cambiamento sostenibile e a lungo termine.

4. Ritorno ai classici con un tocco moderno

Metodi tradizionali come l'allenamento con i pesi e l'HIIT continuano a essere punti fermi, con nuove interpretazioni.

  • Allenamento di forza tradizionale: Pesi liberi e tecniche classiche rimangono essenziali per migliorare resistenza e meccanica corporea.
  • HIIT sempre al top: Allenamenti brevi e intensi sono perfetti per chi ha poco tempo ma cerca benefici cardiovascolari duraturi.
  • L'impatto degli influencer: Sui social media, gli influencer continuano a ispirare allenamenti, comunità e motivazione in tempo reale.

5. Il cambiamento nel corporate wellness

Con il lavoro remoto e ibrido, i tradizionali programmi di benessere aziendale stanno perdendo popolarità. Le persone cercano ora percorsi di salute individuali e personalizzati, spesso al di fuori delle iniziative sponsorizzate dalle aziende.


Conclusione

Il fitness nel 2025 non è più confinato a una palestra o a una routine standard. È un intreccio di tecnologia, benessere mentale e fisico, e approcci personalizzati che mettono al centro l’individuo. Questa trasformazione ci conduce verso un futuro più accessibile, olistico e sostenibile, dove il fitness non è solo un’attività, ma uno stile di vita integrato.

sabato 5 ottobre 2024

Longevità sana: Nei prossimi 20 anni la popolazione sopra i 65 anni raddoppierà.

"Sebbene l'aspettativa di vita media in Italia sia oggi di circa 84 anni, l'aspettativa di vita in salute non raggiunge i 60 anni - afferma Giovanni Scapagnini, professore ordinario di Nutrizione clinica presso l'Università del Molise e vicepresidente della Società italiana di Nutraceutica (Sinut) - Questa condizione significa che ognuno di noi deve aspettarsi di vivere un quarto della propria vita in uno stato di malattia. Una situazione assolutamente inaccettabile sia da un punto di vista personale che da quello della sostenibilità della spesa pubblica. Fortunatamente, la scienza ci ha dimostrato che l'ago della bilancia può essere spostato verso un invecchiamento in salute. I pilastri che ci permettono di restare giovani su cui possiamo lavorare efficacemente sono variabili, come l'alimentazione, l'attività fisica e la gestione dello stress". 

 


La promozione di uno stile di vita sano, che includa una corretta alimentazione e una regolare attività fisica, è quindi essenziale per prevenire una serie di disturbi cronici metabolici e disturbi della salute mentale.

Un recente studio dell'Università di Harvard, pubblicato su 'Circulation' - si legge nella nota - ha analizzato i dati di oltre 120mila persone, rilevando che uno stile di vita corretto può aumentare l'aspettativa di vita in salute di 14 anni per le donne e 12 anni per gli uomini, con un rischio ridotto dell'82% di mortalità per malattie cardiovascolari e del 65% per tumori. Questo evento rappresenta l'opportunità di lavorare sui cambiamenti in corso per poter al meglio assicurare assistenza e consigli ad alto livello scientifico. Costituisce un appuntamento imperdibile per tutti gli specialisti della salute desiderosi di informazione sempre aggiornata e rigorosa.

 Negli ultimi 100 anni abbiamo assistito ad un notevole allungamento dell’aspettativa di vita nei paesi occidentali, in molti casi aumentata di oltre 20 anni, grazie ai progressi che hanno portato ad una riduzione della mortalità precoce (infantile, perinatale, da malattie infettive, tra le più rilevanti) che rappresentavano nell’Italia di inizio ‘900, oltre il 30% delle cause di morte. Questo allungamento dell’aspettativa di vita – che in Italia ricordiamo essere attualmente di 80,2 anni per gli uomini e di 85 anni per le donne (2) – sta mostrando recentemente un effetto negativo collaterale dovuto a un minor numero di anni vissuti in salute. Secondo i dati dell’Istituto Ambrosetti, gli anni vissuti non in salute sono passati dai 13,7 del 2005 ai 20,8 del 2014; questo dato è in accordo con l’esordio sempre più precoce delle malattie cronico degenerative, fenomeno multifattoriale e non soltanto legato all’età quale fattore di rischio.

 Anni di studi e di ricerca sul diabete di tipo 2 dimostrano che l’età biologica dipende, prima di tutto e in buona parte, da noi: comportamenti e abitudini sarebbero la soluzione per una longevità sana. Quali sono questi abitudini da adottare?
Ci sono tre punti che vengono sviluppati a più riprese durante il corso della lettura: alimentazione, attività motoria, integratori.

L’obiettivo della longevità sana è ridurre la longevità malata. Citando il testo, ad oggi  infatti ammonterebbe che il 90% degli individui sopra i 65 anni soffre di una malattia cronica degenerativa (con un 75% affetto da almeno due comorbilità).
L’umanità sarebbe pronta a fare il salto evolutivo e ad allungare la propria prospettiva di vita a 150 anni restando in buona salute.

 

 

martedì 13 febbraio 2024

Italia al primo posto per sedentarietà dei bambini tra i paesi Ocse

 

Il II° Forum dell’Osservatorio Valore Sport, organizzato da The European House-Ambrosetti, ha messo in evidenza la preoccupante realtà della sedentarietà in Italia. A livello europeo, il nostro paese si classifica al quarto posto tra i paesi OCSE con la più alta percentuale di adulti sedentari e addirittura al primo posto per quanto riguarda i bambini, con il 94,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 15 anni che non raggiungono livelli adeguati di attività fisica.

 

 


 

Valerio De Molli, Managing Partner e CEO di TEHA, ha sottolineato l'urgenza di affrontare questo problema, avvertendo che trascurare la sedentarietà nei bambini porterà a un aumento significativo dell'obesità in età adulta, con costi considerevoli per il sistema sanitario nazionale. Il tasso di conversione dell'obesità infantile in obesità adulta è del 50%, una cifra che non possiamo permetterci.

Secondo le stime dell'Osservatorio Valore Sport, il costo sanitario della sedentarietà in Italia nel 2022 è stato di 4,5 miliardi di euro, di cui il 64% sono costi diretti. Questo incide sul 2,2% della spesa sanitaria totale del paese.

De Molli ha evidenziato anche la carenza di strutture sportive nelle scuole, sottolineando la correlazione tra la mancanza di tali strutture e il livello di sedentarietà. Attualmente, il 60% degli edifici scolastici non dispone di una palestra, contribuendo così al problema.

Il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha ribadito l'importanza della scuola nel contrastare la sedentarietà, evidenziando la necessità di un approccio multidisciplinare e di un miglioramento delle infrastrutture esistenti. Abodi ha anche sottolineato che le migliori esperienze internazionali prevedono un programma didattico in cui lo sport è integrato quotidianamente.

Il tasso di sedentarietà tra le persone con disabilità rimane elevato, con solo il 9,1% delle persone con disabilità che pratica sport con continuità. Tuttavia, emerge che il 94% degli alunni con disabilità partecipa regolarmente ad attività motorie nelle scuole.

Durante il Forum, è stata presentata la "Visione 2050 - Italia in Movimento", un piano ambizioso che mira a dimezzare la quota attuale di sedentari e raggiungere il 78% di popolazione attiva. Il raggiungimento di tali obiettivi porterebbe a significativi vantaggi economici, evitando fino a 56 miliardi di euro di spesa sanitaria nel periodo 2023-2050.

Un altro aspetto rilevante è la mancanza di welfare aziendale che incentivi la pratica sportiva, con solo il 16% delle aziende italiane che prevede tale opportunità, nonostante il desiderio del 91,5% dei lavoratori di avere maggiori possibilità di praticare sport nei pacchetti di welfare.


martedì 3 gennaio 2023

Active Ageing: in Italia il numero di over 65 è destinato a crescere, per effetto dei cambiamenti demografici in atto.

 Siamo abituati a considerare chi ha più di 65 anni come un unico gruppo nonostante al suo interno coesistano generazioni diverse. Sarebbe più realistico, infatti, parlare di un percorso di vita diversificato che vede circa 7 milioni di persone (parte della cosiddetta terza età) ancora spesso nel mondo del lavoro o appena entrate in pensione. In inglese si parla di young old (terza età), middle old (quarta età) e very old (anziani senior).
Invecchiare oggi in Italia rispetto a 20 anni fa significa non solo avere un reddito medio più alto e una maggiore resilienza rispetto al ciclo economico, ma anche maggiore occupazioneautonomia e prospettiva di salute. Gli over 65 in Italia sono tra i più attivi in Europa e generano da soli 1/5 dei consumi del Paese.


Secondo la definizione dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), l'active ageing è il processo di ottimizzazione delle opportunità per la salute, la partecipazione e la sicurezza al fine di migliorare la qualità della vita con l'avanzamento dell'età.
Ed è proprio con l'idea di promuovere un invecchiamento sano adottando stili di vita sani che, negli ultimi anni, il rapporto tra medici e operatori del fitness si è rafforzato notevolmente con l'obiettivo di indurre i medici di base nell'inserire l'attività fisica nei trattamenti riservati ai pazienti. L'attività motoria è stata infatti riconosciuta come un farmaco naturale che, prevenendo stress e obesità allunga le aspettative di vita in media di circa 7 anni.



venerdì 2 aprile 2021

Palestre e piscine luoghi di prevenzione e di contrasto a Covid-19 : Le palestre Virgin Active luoghi aziendali per fare il vaccino

 



Palestre e piscine luoghi di prevenzione e di contrasto a Covid-19. E’ l’idea di Virgin Active, brand leader nel settore fitness, disponibile a mettere i propri centri a disposizione per la campagna nazionale di vaccinazione anti-Covid.

Con 37 club in tutta Italia, ognuno con una superficie di 4.500 mq, dotati anche di spazi outdoor e di servizi idonei e abituati a rispettare rigorosi criteri di sicurezza, Virgin Active si mette a disposizione delle autorità per essere inserita nella mappatura dei siti aziendali idonei ad accogliere i cittadini per fare il vaccino
La vaccinazione del personale permetterà non solo di rafforzare ulteriormente la sicurezza nei club alla riapertura, garantendo ulteriore tranquillità ai propri clienti, ma favorirà il recupero del benessere psico-fisico degli italiani, duramente messo a prova nell’ultimo anno.

Contemporaneamente però il brand chiede di poter inserire, dopo le categorie considerate oggi prioritarie, anche il proprio staff: 3000 persone fra dipendenti e trainer.

“Non vediamo l’ora di metterci a disposizione delle autorità e dare un contributo concreto a favore della comunità” afferma Luca Valotta, presidente e direttore generale di Virgin Active Europe. “Ritengo sia importante inoltre che, certamente dopo le categorie di priorità, venga permessa la vaccinazione anche del nostro personale, per tutelare un’attività che garantisce un servizio essenziale al pubblico”, continua Valotta.

“L’esercizio fisico viene ormai considerato uno dei metodi più efficaci nella prevenzione e nel trattamento di malattie, essenziale inoltre per migliorare le difese immunitarie” prosegue Valotta. “Gli stili di vita negli ultimi 18 mesi sono cambiati, con lo smartworking e i nostri centri chiusi non è stato facile fare sport se non attraverso gli allenamenti digitali”.

 

lunedì 16 novembre 2020

L’Italia è in cima alla classifica dei maggiori consumatori di benessere e fitness in Europa

 L'Italiano ai primi posti per la spesa media in salute e fitness secondo la ricerca condotta da Myprotein .

Gli italiani sono i maggiori spenditori d’Europa per la salute ed il fitness, spendono in media 2.532 euro all’anno. Più di 144000 euro in una vita intera.
L’ italiano medio spende 2532 euro per il fitness ed è il paese europeo che spende mediamente di più di tutti gli altri per quanto riguarda l’iscrizione in palestra.


martedì 3 novembre 2020

Soluzioni digitali più all’avanguardia e utili a migliorare la vita dei pazienti : Open Accelerator

 “L’impatto della pandemia ha evidenziato come solo preparandoci sia possibile gestire l’imprevisto. Per questo lavorare sui processi di innovazione, “istituzionalizzarli” e renderli una parte costante della nostra società diventa fondamentale. Con Open Accelerator vogliamo conciliare l’esigenza di soddisfare in modo etico e sostenibile un bisogno primario, ovvero la tutela della salute umana, con l’esigenza di creare dei percorsi di crescita imprenditoriale sostenibili e di impatto. Siamo orgogliosi delle proposte arrivate quest’anno e non vediamo l’ora di premiare le idee tecnologicamente innovative che avranno anche un chiaro impatto in termini di progresso e miglioramento della qualità della vita dei cittadini” – ha dichiarato Fabrizio Conicella, General Manager e Board Member di OpenZone e Zcube.


A dicembre, al termine del programma, i progetti ritenuti più meritevoli (fino a un massimo di 3) saranno premiati con un investimento fino a € 100.000 ciascuno.

Le 8 idee che parteciperanno al programma

L’edizione 2020 di Open Accelerator è dedicata alle soluzioni digitali più all’avanguardia e utili a migliorare la vita dei pazienti, principalmente nelle aree terapeutiche del sistema nervoso centrale e respiratorio, e introduce anche una categoria speciale dedicata al Covid-19 e ai nuovi modi di interazione tra professionisti sanitari, Industria e comunità.

Tra le 8 idee innovative troviamo  IL PULSOSSIMETRO INDOSSABILE PER IL MONITORAGGIO CONTINUO DELLA SATURAZIONE

Anche la spagnola Oxifing è scesa in campo per dare il suo contributo all’assistenza per i malati di COVID-19. In particolare, il team spagnolo propone un pulsossimetro indossabile utile a monitorare in modo continuo la saturazione periferica di ossigeno e la frequenza cardiaca. La soluzione, brevettata, è particolarmente precisa, è personalizzata sui parametri fisiologici del paziente ed è utilizzabile anche per l’attività sportiva e per la fisioterapia domiciliare.

giovedì 24 settembre 2020

Andare in palestra in tempi di coronavirus è più sicuro che in altri luoghi

 

"È sicuro andare in palestra?" è una delle ricerche più di tendenza su Google. La risposta è tutt'altro che semplice, però. Dipende da dove vivi, qual è la tua propensione al rischio, quali attività svolgi e come si comportano le persone intorno a te. 

Ecco la ricerca che abbiamo sui centri fitness e sul coronavirus.

Secondo le ultime ricerche è possibile tornare in palestra in modo più sicuro , anche se non privo di rischi. Per ridurre al minimo le probabilità di infezione durante il tuo prossimo allenamento, considera i fattori della comunità come i tassi di trasmissione e i numeri dei casi, nonché lo spazio in cui ti trovi, incluso il modo in cui è ventilato, la distanza e l'igiene generale. 

Molte persone sono ancora indecise se avventurarsi di nuovo nel mondo per un allenamento o annullare definitivamente l'abbonamento in palestra e continuare la routine di fitness a casa a casa. 

Ad oggi è stato condotto un solo studio sulle riaperture delle palestre. A giugno, i ricercatori norvegesi hanno condiviso uno studio su 1.892 persone che sono tornate in cinque palestre di Oslo in un periodo di due settimane e nessuno dei partecipanti è stato infettato dal coronavirus


fonte : www.insider.com









martedì 3 marzo 2020

Una crisi ma anche una grande opportunità

Eravamo tutti molto sbalorditi un mese fa a vedere una grande nazione come la Cina mettere in quarantena intere città, costruire nuovi ospedali in 10 giorni per accudire i contagiati dal oramai famoso Coronavirus.
Pensavamo ad un evento lontano da noi, facilmente controllabile..
Eppure oggi siamo a parlare di una emergenza Nazionale italiana che non ha precedenti negli ultimi 50 anni.
Zone intere, comuni e Regioni d'Italia sottoposte a vincoli molto rigidi che stanno impattando le nostre vite e le nostre attività quotidiane.
Tutto questo però ci sta insegnando che la vita e la salute sono al primo posto nei valori.
La salute è sempre stata la leva per esaltare l'attività fisica come farmaco per stare bene e prevenire le malattie.
Ora questa situazione, dove intere regioni per 15 giorni hanno decretato la chiusura di centri sportivi e palestre, ha evidenziato la necessità di comunicare comunque i benefici dello sport con nuove modalità
attraverso i canali social, il live streaming e ha fatto emergere il concetto di palestra open con attività outdoor e on demand.
E' stata anche l'occasione per molti centri a provvedere a sanificare gli ambienti e disinfestare gli spogliatoi.
Ora non sappiamo come si evolverà la situazione ma sicuramente occorreranno nuove misure a supporto di un settore che ha sempre fatto della salute e dello stile di vita una bandiera.
Speriamo che le nostre istituzioni diano respiro a questo settore che poche volte partecipa ai tavoli istituzionali e governativi in caso di emergenze.
Non Fermiamo le Palestre e i Centri Sportivi!

Marco Magnani

lunedì 2 marzo 2020

Fare attività sportiva migliora sempre il sistema immunitario

A seconda di come e quanto lo si pratica, lo sport può migliorare o ridurre le difese immunitarie dell'organismo e, di conseguenza, diminuire o aumentare la probabilità di contrarre malattie da raffreddamento come influenza, raffreddore, tosse e mal di gola. Studi condotti sugli atleti e su persone che praticano attività fisica in modo regolare a livello amatoriale hanno evidenziato che l'allenamento moderato, che mantiene in forma l'organismo senza stressarlo, contribuisce a potenziare la capacità di contrastare i virus respiratori prima che possano attecchire e causare i tipici malanni stagionali. Naturalmente, non ci si può aspettare di ottenere una protezione assoluta, ma soltanto un piccolo aiuto. Al contrario, sono da evitare gli allenamenti troppo intensi e prolungati o, comunque, al di sopra del proprio livello atletico. In questo caso, infatti, lo sforzo eccessivo e il dispendio energetico concentrato indeboliscono l'organismo, rendendolo più facilmente attaccabile dagli agenti patogeni. Ecco alcune regole da seguire per sostenere il sistema immunitario degli sportivi e minimizzare il rischio di malanni stagionali.

mercoledì 27 febbraio 2019

Il nostro Paese, secondo Bloomberg , è quello con la miglior salute del pianeta

L’Italia avrà mille problemi per la gestione dell’assistenza sanitaria, ma, secondo il Bloomberg Global Health Index che analizza le condizioni di salute di 163 Paesi, quando si tratta di vivere una vita lunga è il posto dove stare.
Il nostro Paese, secondo la classifica, è quello con la miglior salute del pianeta – all’Italia sono stati assegnati 93,11 punti su una scala di 100 – secondo un indicatore che tiene conto di una serie di fattori come durata media della vita, nutrizione, salute mentale e fattori di rischio come tabagismo o pressione sanguigna
Un bambino nato in Italia può aspettarsi di vivere oltre gli 80 anni, mentre per esempio in Sierra Leone, il neonato morirà in media a 52. All’Italia i problemi non mancano: crescita economica al palo, disoccupazione a livelli altissimi, debito pubblico tra i più elevati rispetto alla sua economia, ma, sottolinea Bloomberg, gli italiani sono in forma più degli americani, canadesi e inglesi, che soffrono di pressione alta e colesterolo e hanno più problemi di salute mentale.
Per ogni paese l'indice è stato classificato in base a variabili quali l'aspettativa di vita, le cause di decesso e i rischi per la salute che vanno dall’ipertensione all'uso del tabacco, dalla malnutrizione alla disponibilità di acqua potabile.
E l’Italia è prima in classifica non solo per l’aspettativa di vita alla nascita, ma anche per la sua qualità. In questo supera infatti nazioni note per la loro longevità: da quelle del Nord Europa (l'Islanda, seconda è a 91,21 punti, la Svezia a 88,92) a quelle orientali (Giappone a 89,15, Singapore a 90,23) a quelle vicine del Mediterraneo (la Spagna è sesta con 89,19 punti).
Tra i fattori su cui il nostro Paese eccelle c'è la dieta, che ha determinato molta parte dell’alta classifica italiana. Una dieta ricca di verdure e di olio extravergine di oliva. Ad esempio gli Stati Uniti sono al 34° posto con un grado di salute di 73,05 punti su 100 anche perché presentano un indice di sovrappeso di 67,3. Gli stati più poveri - Louisiana, Mississippi, Alabama e West Virginia - sono quelli dove più del 35% della popolazione è obesa, secondo l’US Centers for Disease Control.
Così, la salute degli italiani supera tutto, anche la crisi e il benessere psicofisico secondo Bloombreg è più basso in altri Paesi più ricchi del nostro come la Germania, al 16° posto o, appunto, gli Stati Uniti. La solidità economica conta, è vero, tanto che tra le prime venti classificate dell'Indice di Bloomberg solo Cipro e Singapore non fanno parte del gruppo Ocse, i Paesi cioè con le economie più sviluppate. Ma la ricchezza è salute solo se ci sono anche stili di vita sani. E in questo, a quanto pare, l’Italia batte tutti.

Il futuro del fitness passa dai 50–75 anni: dove il mondo sta già costruendo business veri

 Negli ultimi anni il settore del fitness ha parlato molto di Gen Z, digital fitness, wearable e intelligenza artificiale. Tutto vero. Ma ...