lunedì 12 maggio 2014

#Palestre ecosostenibili: rassodare fa risparmiare #energia

Le palestre in città sono sempre piene di persone che tentano di rassodare i muscoli, perdere peso, scaricare stress e recuperare il benessere fisico. Se una corsa al parco è gratuita, normalmente la palestra è a pagamento, non solo per l’insoddisfatto frequentatore, ma anche per l’ambiente. Alcuni esempi di palestra a basso impatto ambientale ed energetico sono già stati realizzati. Come? Attraverso lo sforzo fisico, e la bioedilizia! Una volta era “il bue a trainare l’aratro” adesso è l’uomo, ma ne è consapevole, paga per farlo, ed è contento… in compenso l’ambiente ringrazia e si è più soddisfatti di pedalare pur non spostandoci di un metro!

La prima palestra ad utilizzare l’idea di Lucien Gambarota, della MotorWawe, è stata la California Fitness Club di Hong Kong. Le macchine fitness sono strutturate in modo da convertire l’energia cinetica in elettrica, e poi accumularla. L’energia è prodotta dallo sforzo umano delle pedalate, corsa, attrezzi per braccia, glutei, pancia. L’energia prodotta ed accumulata serve per far funzionare i macchinari, illuminare la palestra. Ovviamente i macchinari sono ancora molto costosi, non tutti pedaliamo a sufficienza, e l’investimento, invece, è ammortizzato sulla lunga percorrenza (appunto!). Per questo motivo, sono state le grandi catene di fitness ad attivare le palestre ecosostenibili. Anche a Seattle la palestra Green Microgym ha la bolletta ad impatto zero e low cost, con le pedalate il risparmio è elevato! La Cadbury House, vicino a Bristol, attraverso 42 attrezzi accende la luce utile alle sale. Più si pedala e corre, più si produce energia, all’incirca dai 50 Kw/h.
Naturalmente la maggior parte di questi centri utilizza anche elementi di bioarchitettura, pannelli fotovoltaici, esposizione dell’adificio, coibentazioni speciali, impianti che rendano tutto più green e a basso consumo ed impatto ambiantale!lhttp://urbanpost.it/palestre-ecosostenibili-rassodare-fa-risparmiare-energia

mercoledì 7 maggio 2014

Personal trainer negli smartphone, gli utenti non riescono più a farne a meno


LUNGI ormai dall'essere solo 'telefoni' per chiamare qualcuno, gli smartphone tra i vari ruoli 'tuttofare' si sono guadagnati pure quello di personal trainer: grazie alle centinaia di applicazioni a tema, sempre più spesso abbinate a braccialetti 'smart' dotati di sensori evoluti. La conferma arriva dagli Usa, usuali anticipatori delle tendenze 'tech', dove secondo uno studio la maggior parte degli utenti di applicazioni fitness non riesce più a farne a meno.

L'indagine, condotta a marzo scorso da Research Now per Mobiquity su un campione di mille internauti che fanno uso di app di benessere, fitness e salute dal proprio smartphone, evidenzia che un intervistato su quattro consulta questi programmi più volte al giorno. Quasi la metà (il 45%) almeno una volta al giorno. Il 18% vi accede almeno una volta a settimana.
Inoltre quasi due terzi degli interpellati pensa che userà questo tipo di applicazioni sempre più frequentemente nei prossimi cinque anni. La ragione principale che spinge ad usare queste queste 'app' è la verifica - quasi maniacale in certi casi - dei risultati raggiunti, ad esempio una certa quantità di chilometri raggiunta con la corsa mattutina o i chili persi grazie a dieta ed esercizio fisico. Tale ragione è indicata da tre utenti su 10. In secondo luogo incidono pure la consapevolezza dell'importanza del benessere e la motivazione a svolgere determinate attività.

Se le applicazioni fitness sono una moda inarrestabile, la loro crescita va di pari passo con la diffusione e l'abbinamento a tutta la schiera di dispositivi elettronici 'indossabili' sul mercato. Non solo fasce con sensori da portare al braccio quando si fa attività fisica, ma braccialetti e smartwatch da portare sempre al polso e che fanno molto di più che contare i passi o misurare il battito cardiaco. Secondo un altro studio, sempre su base americana, di Nielsen (relativo a novembre scorso), i più propensi ad usare braccialetti fitness sono giovani dai 25 ai 34 anni. Un'indagine di ON World ha inoltre evidenziato che il 75% degli americani è ormai convinto che la cosiddetta tecnologia indossabile avrà un impatto positivo su salute, benessere e sport. http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/05/04/news/personal_trainer_in_smartphone_sempre_pi_in_forma_con_app_due_terzi_degli_utenti_americani_non_riescono_pi_a_farne_a_meno-85204828/?ref=HRLV-6